Omicidio di Laura Papadia, conferme dall’autopsia

Indagini sulla dinamica e accertamenti sulla possibile gravidanza

L’autopsia sul corpo di Laura Papadia, eseguita oggi a Perugia dai medici legali Massimo Lancia ed Eleonora Mezzetti su incarico della Procura di Spoleto, ha confermato che la donna è stata strangolata. L’omicidio è avvenuto mercoledì scorso nella sua abitazione in via Porta Fuga. Il marito ha confessato il delitto.

Gli accertamenti non hanno chiarito con certezza le modalità dell’omicidio. Sul collo della 36enne sono stati rilevati segni non univoci, suggerendo che l’uomo potrebbe aver utilizzato sia le mani che un oggetto. Più improbabile, invece, l’uso delle gambe. Gli inquirenti hanno repertato diversi oggetti trovati nell’appartamento, che saranno analizzati per verificare un’eventuale corrispondenza con i segni rilevati.

Oltre ai segni di strangolamento, sul corpo della vittima sono state riscontrate tracce compatibili con una breve colluttazione. Papadia potrebbe aver tentato di difendersi, ma è stata rapidamente sopraffatta. Campioni biologici prelevati prima dell’autopsia saranno analizzati per ulteriori riscontri.

Un ulteriore elemento d’indagine riguarda una possibile gravidanza della vittima. Gli esami condotti lunedì, inclusa una Tac, non hanno fornito conferme, ma per escludere ogni dubbio la Procura ha disposto test molecolari. L’esito potrebbe influire sull’inquadramento giuridico delle accuse.

Secondo le prime valutazioni, Papadia era sveglia al momento dell’aggressione. Le indagini proseguono per definire con precisione la dinamica del delitto.

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