Approvato il PSUS, fondi per cultura, verde e digitale
Spoleto verso il 2030 – La Regione Umbria ha dato il via libera definitivo al Programma di sviluppo urbano sostenibile (PSUS) del Comune di Spoleto, denominato “#Spoleto Orizzonte 30 – Traiettorie di bellezza, sostenibilità e inclusione”. Con questo atto la città entra pienamente nella rete delle Agende urbane 2021–2027, orientata a trasformare i centri umbri in modelli di innovazione ambientale e sociale.
Il provvedimento approvato dalla Giunta regionale rappresenta l’esito di una lunga fase di coprogettazione fra amministrazione comunale e struttura tecnica regionale. Il nucleo di coordinamento, riunitosi nei giorni scorsi, ha espresso parere favorevole all’unanimità, convalidando la regolarità e la legittimità del programma.
Spoleto verso il 2030
Il progetto mira a costruire una città più vivibile e inclusiva, puntando su tre assi principali: ambiente, cultura e digitale. Come spiegato dal vicepresidente Tommaso Bori, si tratta di “un investimento sulla qualità della vita e sull’attrattività urbana, pensato insieme ai cittadini e coerente con gli obiettivi europei di coesione e sostenibilità”.
Tra gli interventi di maggiore impatto figurano la rinaturalizzazione dell’area del ponte della Ferrovia con nuove alberature, la realizzazione dell’anello verde lungo il torrente Tessino e nuovi collegamenti ciclopedonali verso Norcia e Assisi. In ambito urbano, saranno riqualificate piazza Garibaldi e piazza della Vittoria, destinate a diventare vere e proprie “porte d’accesso” al centro storico.
Un capitolo significativo riguarda la digitalizzazione della città. È prevista la creazione di una piattaforma di Digital Twin, un gemello digitale capace di simulare la rete urbana e fornire dati utili per gestire traffico, mobilità dolce, zone a traffico limitato e fenomeni legati al microclima, come le isole di calore. Parallelamente, l’Auditorium della Stella sarà oggetto di un ampio intervento di riqualificazione funzionale e impiantistica, restituendo alla comunità uno spazio culturale moderno e accessibile.
Sul fronte sociale, il PSUS prevede azioni finanziate dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), tra cui nuovi percorsi di inclusione socio-lavorativa, il centro per la famiglia di San Carlo e un pacchetto di innovazione sociale dedicato a modelli di governance condivisa e partecipazione civica.
Il valore complessivo del piano ammonta a 9.082.713 euro, di cui 5,2 milioni provenienti dal FESR, 592 mila dal FSE+ e oltre 3 milioni di cofinanziamento comunale. Le risorse saranno allineate nella fase di stipula della convenzione con la Regione e nella successiva programmazione dei fondi.
La Regione sottolinea che il modello operativo scelto per Spoleto è quello della responsabilità condivisa. Con l’approvazione dello schema di convenzione, il Comune diventa organismo intermedio per l’attuazione degli interventi FESR, con poteri di gestione diretta sulle fasi operative.
Bori ha rimarcato il valore del metodo adottato: “ascolto, coprogettazione e collaborazione istituzionale”. Un approccio che, secondo la Regione, rafforza la coesione territoriale e consolida la rete delle Agende urbane umbre, già avviate nei comuni di Perugia e Terni e in corso di validazione per Foligno e Città di Castello.
L’attuazione del programma comporterà anche una fase di monitoraggio ambientale e partecipazione civica. Saranno promosse iniziative pubbliche per informare i cittadini sugli interventi, favorendo una gestione condivisa degli spazi rigenerati. L’obiettivo, spiega una nota tecnica, è “creare un ecosistema urbano in cui sostenibilità e benessere collettivo diventino strumenti permanenti di crescita”.
Con “#Spoleto Orizzonte 30”, la città punta dunque a un nuovo equilibrio tra storia e innovazione, recuperando la propria identità culturale mentre investe su tecnologie verdi e digitali. La sfida, per i prossimi anni, sarà tradurre i progetti in risultati tangibili, rendendo Spoleto un laboratorio di rigenerazione urbana e inclusione sociale per l’intera regione.

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