Centenario Francesco: la valle umbra celebra il Poverello

Centenario Francesco: la valle umbra celebra il Poverello

 Sinergia tra Spoleto e i borghi per l’VIII centenario 2026

La Valle Umbria si prepara a vivere un biennio di profonda spiritualità e valorizzazione territoriale in vista dell’VIII centenario del transito di San Francesco d’Assisi (1226-2026). Un’alleanza istituzionale senza precedenti ha unito l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia e i territori di Bevagna, Montefalco, Spoleto e Trevi per onorare il legame indissolubile tra il Poverello e queste terre. Le celebrazioni non rappresentano solo un momento liturgico, ma un ambizioso progetto di rete che vede il Parco Culturale Ecclesiale “Terre di Pietre e d’Acqua” come braccio operativo di un’azione corale volta a riscoprire le radici di un uomo che definì questa valle come il luogo più piacevole mai visto, come riporta il comunicato di Francesco Carlini – Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

Centenario Francesco: la valle umbra celebra il Poverello

Il patto tra istituzioni per il Giubileo del 2026

Il percorso organizzativo ha preso il via ufficialmente nel dicembre scorso, quando l’arcivescovo Renato Boccardo ha riunito attorno a un tavolo i sindaci del territorio per tracciare le linee guida di un calendario condiviso. L’entusiasmo dei primi cittadini di Bevagna, Montefalco, Spoleto e Trevi ha trasformato l’idea iniziale in una programmazione strutturata, capace di superare i campanilismi a favore di una visione unitaria. La strategia è chiara: presentarsi compatti davanti alla Regione Umbria per ottenere il sostegno necessario, individuando nel comune spoletino l’ente capofila incaricato di coordinare i flussi di lavoro e la progettazione culturale di questa ricorrenza storica.

La geografia dell’anima tra i borghi e il Parco

Il legame tra Francesco e la valle spoletana affonda le radici nelle prime biografie redatte da Tommaso da Celano, dove l’area viene descritta come un vero giardino naturale. Durante il summit operativo svoltosi a Cannaiola di Trevi a fine gennaio, i rappresentanti tecnici e politici hanno rifinito i dettagli di un’offerta che punta a integrare il patrimonio artistico con quello devozionale. Il Parco Culturale Ecclesiale, guidato da Anna Rita Cosso, giocherà un ruolo centrale nella narrazione dei sentieri e dei complessi museali coinvolti, offrendo ai visitatori e ai fedeli un’esperienza immersiva nei luoghi che hanno benedetto il cammino del Santo nel corso della sua vita.

Il culmine della fase preparatoria è stato raggiunto con la conferenza stampa tenutasi nel Salone dei Vescovi a Spoleto. In questa sede, i vertici dell’Arcidiocesi e gli amministratori locali hanno ribadito la necessità di “fare rete” per rendere onore alla presenza documentata del Frate d’Assisi in queste zone. L’obiettivo è trasformare l’anniversario del 2026 in un’occasione di rilancio per l’intera regione, mettendo in luce siti spesso meno noti ma carichi di significato storico e mistico. La cooperazione sinergica mira non solo alla celebrazione religiosa, ma alla creazione di un indotto culturale e turistico duraturo, capace di testimoniare l’attualità del messaggio francescano a ottocento anni dalla sua scomparsa.

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