Una catena umana per dire no alla chiusura del pronto soccorso di Spoleto

 
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Una catena umana per dire no alla chiusura del pronto soccorso di Spoleto
ph Michael Surace

Una catena umana per dire no alla chiusura del pronto soccorso di Spoleto

Una catena umana è partita dall’ospedale e si è snodata per le vie del centro storico di Spoleto, arrivando fin sotto Palazzo del Municipio. Sotto la pioggia in tanti hanno ribadito il no alla chiusura del pronto soccorso di Spoleto. La manifestazione è stata promossa dai consiglieri comunali. Non mancava nessuno: famiglie, giovani, anziani; c’erano politici, associazioni, lavoratori. Insomma buona parte della nostra comunità.

L’aumento dei contagi da coronavirus ha portato la regione a riconvertire l’ospedale di Spoleto in struttura covid-19, privando un bacino d’utenza di oltre 60mila persone di alcuni servizi sanitari essenziali, a partire dal pronto soccorso.

Intanto è partita una raccolta firme sulla piattaforma Charge.org. “Signora Presidente Tesei – è scritto -, non è accettabile che vengano cancellati, in un colpo solo, i servizi sanitari di un ospedale Dea di primo livello che serve le comunità di Spoleto e della Valnerina, 60 mila abitanti già destabilizzati dalle conseguenze del sisma del 2016, creando disservizi a catena per i cittadini e per le strutture sanitarie vicine. Revochi la sua ordinanza, Presidente. Ci restituisca un vero pronto soccorso e gli essenziali servizi di degenza. Sì a un reparto Covid, no alla cancellazione dei servizi sanitari per Spoleto e la Valnerina”.

Tra i tanti slogan uno in particolare con scritto: “Di noi TE_SEI scordata.. ma a Spoleto ti abbiam curata”.

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