Chiude anche il Pronto soccorso di Spoleto, sindaco chiede di riaprire

Spoleto, l'ospedale viene integrato nella rete umbra di ospedali Covid

Chiude anche il Pronto soccorso di Spoleto, sindaco chiede di riaprire

Chiude anche il Pronto soccorso di Spoleto. Resterà chiuso fino al 31 gennaio e «accetterà pazienti Covid positivi provenienti dal territorio oppure da altre strutture ospedaliere». Il tutto a seguito della trasformazione del San Matteo in ospedale Covid.

Il sindaco di Spoleto, Umberto De Augustinus poco dopo ha inviato un documento unitario per chiedere alla Regione di riaprire il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Spoleto e mantenere operativi tutti i reparti essenziali al fabbisogno sanitario dell’intero comprensorio.

È quanto è stato deciso questa mattina nel corso della Conferenza dei capigruppo, riunitasi a Palazzo comunale, per definire il documento da inviare alla Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei e all’assessore regionale alla sanità Luca Coletto.

Nel testo, firmato da tutti i capigruppo consiliari, si chiede non solo di mantenere in funzione tutta la strumentazione medico-sanitaria che è stata donata da associazioni e fondazioni al San Matteo degli Infermi, mantenendo attiva la chirurgia robotica, ma anche di inviare immediatamente medici pneumologi, infettivologi, più intensivisti, più internisti e cardiologi e personale infermieristico e paramedico per il corretto trattamento dei pazienti Covid.

Due le domande poste nel documento rispetto alla gestione dell’emergenza sanitaria: la prima riguarda la mancata assunzione di nuovo personale medico negli ultimi mesi, mentre la seconda interessa direttamente il San Matteo degli Infermi, soprattutto per capire cosa è cambiato da marzo, quando il Comitato Tecnico Scientifico regionale diede parere non favorevole per l’utilizzo della terapia intensiva per i malati Covid.

Nel testo anche la richiesta di ripristinare il punto nascite e, alla luce di quello che sta accadendo, di prevedere “una moratoria per almeno cinque anni, che permetta di sforare i limiti previsti dalle disposizioni di legge, e questo anche per eventuali limiti imposti per altri reparti, qualora esistenti”.


L’Arcivescovo condivide la preoccupazione della cittadinanza e delle Autorità civili circa la continuità del servizio garantito dall’Ospedale San Matteo degli Infermi, che costituisce un prezioso e qualificato punto di riferimento non solo per la città di Spoleto ma anche per i Comuni limitrofi e della Valnerina.

Pur comprendendo la necessità di provvedimenti eccezionali per rispondere all’emergenza sanitaria in atto, auspica che le competenti Istituzioni regionali, alla luce delle norme a tutela della salute del territorio, prestino la giusta attenzione al sentire popolare evitando decisioni che possono avere come conseguenza un ulteriore impoverimento di questa parte di Umbria già gravemente ferita dal terremoto del 2016.

Di fronte all’attuale grave crisi sociale ed economica, nella quale la questione dell’Ospedale assume una particolare rilevanza, è necessario che prevalga la ricerca del bene di tutti, frutto di un dialogo civile e rispettoso e attento ai bisogni reali delle persone.

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